Just Me, Myself and I

Dei punto e virgola

Postato il 24 ottobre 2011 in Just Me, Myself and I

Allora qui ci sono un sacco di cose da riassumere e da recuperare.

Ultimamente sto stando (sto stando???). No, ok, ricomincio. Ultimamente sto seguendo molto il mio sito sui libri, e ho praticamente dimenticato questo povero blog che sta qui agonizzante in una pozza di sangue. Questo semplicemente perchè leggere e parlare di libri e fare tutto fuorchè scrivere qui mi aiuta a non pensare a quello che realmente di solito scrivo qui, cioè i miei cazzi. Quelli nel culo. E no, non in senso sessuale.

E forse non scrivo più qui perchè, come ho già detto QUI, questo posto non mi è più familiare come una volta. Non lo è più la grafica, nè tutta una serie di problemi che qui dentro sono così pedessiquamente esposti, e che ora mi sembrano futili e lontani anni luce da qui. Forse questo succede a tutti i blog che hanno una lunga vita. Che cominciano come un diario di cazzate, proseguono come un diario di tormenti post-adolescenziali, e poi a un certo punto ci entri e ti sembrano il blog di qualcun altro. Di un persona che sei stata ma che adesso non sei più, o almeno, lo sei sempre, ma in un modo diverso, nel bene e nel male. E forse a questo punto sento anche un pò la necessità di dare un taglio con tante cose, mettere un punto e aprire un nuovo capitolo. Con personaggi e storie diverse.

Io non sono mai preparata per un sacco di cose. Cioè so che prima o poi devono succedere ma mi colgono sempre lì, come la lepre davanti ai fari di un camion. E quindi dovevo sapere che mio padre mi avrebbe odiato e rinfacciato un sacco di cose per le quali, peraltro, io non mi sento affatto colpevole. E che mi rinfacciasse anche tutti i rancori che ha verso mia madre ostentando la sua indignazione perchè io non riesco a capire. E la verità è che veramente io non riesco a capire. Ma è perchè non posso. Perchè quella è la sua rabbia, il suo rancore, che riguarda cose che non comprendono me se non per legami genetici, e che lui ha vissuto a suo modo, che con buona probabilità è completamente diverso dal modo in cui li avrei affrontati io.

E non ero preparata a chiudere il laboratorio, anche se dopo uno strazio durato due anni e mezzo sapevo che doveva succedere. Perchè questo non è il posto nè il momento per creare la tana dell’artista felice. Perchè questa strada non è adatta, e l’economia sta miseramente crollando a livello globale, e l’Italia, come l’Europa tutta, sembra un transatlantico che attende rassegnato l’ultima onda prima di affondare definitivamente.

E non ero preparata all’idea di fare le valigie e spostare la mia vita altrove. Che presumibilmente è quello che accadrà a breve.

E, soprattutto, non ero preparata a dover fare delle scelte drastiche, molte, e tutte insieme. Ora, io alle scelte non sono mai preparata. La mia capacità di prendere decisioni è pari a quella di una gallina davanti a uno specchio. E ringrazio chiunque ci sia lassù (o laggiù, o di lato) per essere stata così fortunata da avere a fianco a me una persona che è un grado di spronarmi e di sostenermi nelle mie scelte, per quanto dolorose e oscure esse siano, e mia mamma che è diventata un’amica, oltre a un genitore.

E mentre prima quest’assurda idea di diventare adulta mi faceva tanta paura perchè pensavo che avrei dovuto abbandonare la mia gioia da adolescente e i miei vizi, la verità è che sta succedendo e basta. E io continuo ad essere quella che sono, con le mie battute e i miei amori, con la voglia di rock’n roll e di una birra con gli amici. E di travestirmi per Halloween e di andare a ballare vestita di nero. E continuerò a farlo finchè non ne avrò più voglia. Perchè non è questo quello che cambia. Quello che succede è semplicemente che mi trovo a dover affrontare problemi sempre più grandi e scelte che segneranno un bivio nella mia vita, ma sentendomi più sicura del fatto che sarò in grado di risolverli, di affrontare la fatica e il dolore. E sono tristemente consapevole che ci saranno delle perdite, che tante persone che avevo giudicato importanti rimarranno indietro. Ma la prendo come una sorta di selezione naturale.

Diciamo che non sono ancora preparata a un punto e a capo. Diciamo che questo è un punto e virgola. O un punto e basta. E il resto verrà a suo modo e con i suoi tempi.

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Musica

Moonlight Festival 2011 @ Rimini

Postato il 30 agosto 2011 in Live, Musica
moonlight

26 – 27 – 28 agosto 2011 @ Velvet club & factory – Rimini (IT)

Day 1
Delenda Noia (IT) + Babylonia (IT) + And One (GER)

Day 2
The Beauty Of Gemina (CH) + Clock DVA (UK) + D.A.F. (GER)

Day 3

Rosa Crvx (FR) + Go Flamingo (IT) + UK Decay (UK)

Continuami.. »

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Just Me, Myself and I

Dei momenti così

Postato il 8 agosto 2011 in Just Me, Myself and I

Assapora il mio corpo

disarmato di pretese,

voglioso di lasciarsi prendere

dalla forza delle tue mani.

Trascinami tra i tuoi pensieri

perversi come i miei silenzi

ansimando nel crescendo di ogni lamento.

Domina il mio sguardo,

gioca e prendi possesso.

Non darmi pace

nel piacere di sentirti uomo.

Ascolta il mio vibrare,

scivola spalancando la mia voglia

e sentiti potente.

Lasciati esplodere dentro di me

e stringimi il collo

in quell’immenso momenti

in cui sono solo tua.

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Just Me, Myself and I

Dei dubbi e dei vaffanculo

Postato il 30 giugno 2011 in Just Me, Myself and I

Io non lo sopporto di litigare con mio padre. Davvero. Eppure è una cosa che pare ricorra a scadenze regolari. Parlare con lui è come parlare con un commercialista che ogni volta fa un bilancio dei miei debiti, di come spendo i miei soldi e il mio tempo, dei miei fallimenti, delle delusioni che puntualmente pare io sia capace di dargli. Io, per lui, sono un fallimento su tutta la linea, e il mio fidanzato è passato ufficialmente da “quello” a “quel coso laggiù in culo al mondo”. Facciamo passi da gigante.

Io che entro in casa piangendo e urlando "basta, mi sono rotte le palle, me ne vado". Mia mamma che guarda un film visto centinaia di volte che mi dice "hai litigato col babbo?". Certo, che altro.  La la sua faccia che, con le lacrime agli occhi, mi dice "se te ne vai mi dispiace per motivi miei, ma io voglio che tu sia felice". Quella non me la scollerò più dagli occhi. E mi viene, cazzo, a volte mi viene il dubbio che sia tutta un’assurdità, che non posso farcela, che nonostante io abbia sempre pensato il contrario l’idea di dover abbandonare mia madre è la cosa che più mi fa male in assoluto. E che sarebbe stato tutto più facile se fossi rimasta esattamente lì dove stavo, con un uomo che ha bisogno di una mamma più che di una fidanzata, certo forse meno maturo, meno stabile, meno un sacco di cose, ma dannatamente più facile. E si ok, sono discorsi del cazzo, perchè alla fine sono estremamente più felice e più serena adesso, e penso in fondo che sarebbe l’ora di togliermi dalle palle e lasciare certe persone a cuocersi nel loro brodo, ma è tutto dannatamente difficile, incerto, e spaventoso. E’ difficile da descrivere, ma assomiglia molto a un masso che schiaccia esattamente il centro del petto, che toglie lucidità alla mente, freschezza alle parole, a volte gioia all’amore.

E io, che di solito affronto il cambiamento in maniera positiva, questa volta mi ritrovo a combattere con tante domande. 

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Just Me, Myself and I

Del fallimento

Postato il 13 aprile 2011 in Just Me, Myself and I

[fal-li-mén-to]
s.m.
1. Azione e risultato del fallire; insuccesso
2. Cosa o persona che è motivo di delusione

Fallimento è lo sguardo deluso di tua madre quando le dici che forse andrai controcorrente e emigrerai al sud per stare con la persona che ami. E con gli stessi occhi ti dice "vai all’estero", e tu cazzo se vorresti andarci, e sfondare, e mandare in culo tutto, ma non puoi. Fallimento è la triste consapevolezza che anche questo mese i soldi neanche coprono le spese del tuo lavoro. Fallimento è la frustrazione di aver sempre creduto che saresti diventato qualcuno, perchè cazzo hai le potenzialità, l’intelligenza, la capacità, e invece sei lì a lottare per un posto in decima fila. Fallimento è amare il proprio lavoro e odiarlo perchè va nella strada opposta e qulla che dovrebbe prendere. Fallimento è non riuscire ad avere un rapporto decente con tuo padre. Fallimento è non voler ammettere il fallimento, dissimulare, fare credere che sai che in un modo o in un altro le cose miglioreranno, perchè nessuno vorrebbe un figlio, un amico, un amore che si sente fallito.

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